Acquistare un drone è più semplice che mai. Potendo scegliere tra modelli compatti – che permettono di avere a disposizione una “videocamera volante” praticamente ovunque – e droni più evoluti, ci si imbatte in prestazioni e qualità d’immagine sempre più vicine a quelle delle apparecchiature professionali.
Prima di decollare, però, è importante conoscere le regole che disciplinano l’utilizzo dei droni in Italia. Una delle domande più frequenti riguarda il cosiddetto “patentino”: quando è obbligatorio? E quali droni possono essere pilotati senza sostenere un esame? La risposta dipende da diversi fattori: classe e peso del drone, sottocategoria di volo e tipo di operazione che si intende effettuare. (immagine in apertura: © Pok Rie)

Patentino per droni: quando serve?

Partiamo dalla distinzione più importante. Nell’ambito della normativa europea, le operazioni con droni possono rientrare nella categoria Open, pensata per i voli a rischio relativamente basso e che, quando vengono rispettati tutti i requisiti previsti, non richiedono una preventiva autorizzazione operativa.
La categoria Open è suddivisa nelle sottocategorie A1, A2 e A3, che stabiliscono soprattutto quanto ci si può avvicinare alle persone e quali requisiti deve avere il pilota. Per il pilota, quindi, non basta sapere quanti grammi pesa il proprio drone. È necessario verificare anche quale marcatura di classe europea possiede: C0, C1, C2, C3 o C4.
La buona notizia è che per alcuni dei droni più compatti di DJI non è necessario conseguire il patentino per operare nella categoria Open. È il caso dei modelli appartenenti alla classe C0 e con peso inferiore a 250 grammi, come diversi prodotti della famiglia DJI Mini.

Photo Credits: © Amar Preciado

Quali droni DJI si possono pilotare senza patentino?

Per chi vuole iniziare a volare senza affrontare un esame, la fascia più interessante è quella dei droni sotto i 250 grammi appartenenti alla classe C0. Nell’attuale gamma DJI troviamo, con queste caratteristiche, il DJI Mini 5 Pro (249 g), il DJI Flip (249 g), il DJI Neo (135 g), il DJI Neo 2 (151 g), i DJI Lito 1 (249 g) e Lito X1 (249 g), tutti certificati C0 nell’Unione Europea.
Questo significa che, per questi modelli, non è necessario conseguire l’attestato A1/A3 per operare nella categoria Open A1.
È proprio questa una delle ragioni per cui i droni della serie Mini e i modelli compatti come Flip e Neo rappresentano una soluzione particolarmente accessibile per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle riprese aeree.
Attenzione, però: “senza patentino per droni” non significa “senza regole”. Anche quando non è necessario sostenere un esame, bisogna rispettare le regole previste per il volo, verificare le zone geografiche UAS, rispettare i limiti di altezza e gli altri requisiti applicabili. Inoltre, la presenza di una videocamera comporta l’obbligo di registrazione come operatore UAS. Qui le nuove regole droni del 2026.

E se il drone pesa più di 250 grammi?

È qui che nasce spesso la confusione. Superare la soglia dei 250 grammi non significa automaticamente che il drone non possa essere utilizzato nella categoria Open, ma comporta generalmente requisiti di formazione più stringenti.
I droni C1, per esempio, possono avere un peso inferiore ai 900 grammi e possono essere utilizzati nella sottocategoria A1, ma il pilota deve aver completato la formazione prevista per l’attestato A1/A3.
Per i droni C2, invece, il discorso cambia ancora. Chi vuole utilizzarli nella sottocategoria A2 deve ottenere il Certificato di competenza di pilota remoto A2, oltre ad aver completato il percorso A1/A3 e la formazione pratica autonoma prevista.
Per i droni C3 e C4, così come per determinate categorie di droni privi di marcatura di classe, si applicano invece le condizioni della sottocategoria A3, che richiede una maggiore distanza dalle persone e dalle aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative.

CLASSE del DRONESOTTOCATEGORIAFORMAZIONE RICHIESTA
C0, < 250 gA1Nessun patentino
C1A1Attestato A1/A3
C2A2Certificato A2
C2A3Attestato A1/A3
C3/C4A3Attestato A1/A3

Questa tabella è una semplificazione della normativa europea, perciò prima di ogni volo bisogna verificare la specifica configurazione del drone, la marcatura di classe, la sottocategoria applicabile e le condizioni della zona nella quale si intende operare.

Come ottenere il patentino per droni A1/A3

Per chi possiede un drone per il quale è richiesta la formazione, il primo passo è conseguire l’attestato A1/A3. In Italia la procedura viene gestita attraverso i servizi online dell’Enac e comprende un esame teorico. Il percorso è relativamente semplice:

  • Registrarsi ai Servizi WEB dell’Enac: il candidato deve effettuare l’accesso alla piattaforma. Per i maggiorenni è previsto l’utilizzo di SPID, mentre per i minorenni sono previste procedure specifiche.
  • Studiare il materiale formativo: l’Enac mette a disposizione il materiale necessario per acquisire le conoscenze richieste per operare nelle sottocategorie A1 e A3.
  • Pagare il diritto di esame: attualmente il costo indicato dall’Enac è di 31 euro. Il pagamento permette di effettuare quattro tentativi.
  • Sostenere l’esame: la prova consiste in 40 domande a risposta multipla, da completare in 60 minuti. Ogni risposta corretta vale 2 punti, una risposta errata comporta una penalizzazione di 1 punto, mentre una domanda lasciata senza risposta vale 0 punti. L’esame viene superato con almeno 60 punti su 80.
  • Scaricare l’attestato: dopo aver superato l’esame è possibile scaricare dalla piattaforma Enac la Prova di completamento della formazione online A1-A3, che ha una validità di cinque anni.
Photo Credits: © Darkmode Cinema

E per il patentino A2?

Il livello successivo riguarda principalmente chi utilizza un drone C2 e vuole operare nella sottocategoria A2. In questo caso è necessario aver già conseguito l’attestato A1/A3, effettuare la formazione pratica autonoma prevista e superare un ulteriore esame teorico.
L’A2 consente di operare più vicino alle persone rispetto all’A3, ma non permette di sorvolare persone non coinvolte. Le distanze e le altre condizioni previste dalla normativa devono essere rispettate durante il volo.
Per questo motivo, per chi utilizza un drone principalmente per viaggi, vacanze, escursioni o contenuti social, la scelta di un modello C0 sotto i 250 grammi può semplificare notevolmente il percorso iniziale.

Il patentino non basta!

Superare l’esame A1/A3 non significa poter decollare ovunque. Prima di utilizzare un drone è necessario verificare anche gli altri obblighi previsti dalla normativa. Tra questi rientra, nei casi applicabili, la registrazione dell’operatore UAS su D-flight e l’applicazione del relativo codice identificativo al drone.
È inoltre fondamentale controllare le zone geografiche UAS, perché possono esistere aree nelle quali il volo è vietato, limitato oppure subordinato a determinate condizioni. Anche per un DJI Mini 5 Pro, Mini 4 Pro, Flip o Neo 2, quindi, l’assenza dell’obbligo di patentino non significa che sia possibile decollare liberamente in qualsiasi luogo.

DJI Mini 5 Pro Fly More Combo (DJI RC2)
DJI Mavic 4 Pro (DJI RC 2)
DJI Lito X1 (RC-N3)

Posso usare un drone per lavoro senza un patentino “professionale”?

Anche in questo caso c’è un equivoco da chiarire. Utilizzare un drone per lavoro non significa automaticamente dover ottenere una speciale “licenza professionale”. Un’attività commerciale può infatti rientrare nella categoria Open quando l’operazione rispetta tutti i requisiti previsti.
Il punto fondamentale non è quindi se il video viene realizzato per divertimento oppure dietro compenso, ma quale operazione viene effettuata e in quali condizioni. Se l’attività non rientra nei requisiti della categoria Open, può invece essere necessario passare alla categoria Specific, con ulteriori requisiti e, a seconda dei casi, autorizzazioni operative.

Patentino per droni: conclusioni

La regola più facile da ricordare è anche quella che interessa maggiormente chi sta per acquistare il suo primo drone: sotto i 250 grammi e classe C0 = niente patentino A1/A3 nella categoria Open, ma comunque rispetto delle regole di volo, degli eventuali obblighi di registrazione e delle restrizioni geografiche.
Con un C1, invece, entra in gioco l’attestato A1/A3. Con un C2 utilizzato in A2 serve anche il certificato A2, mentre le operazioni A3 richiedono il rispetto di distanze maggiori dalle persone e dalle aree sensibili.
Per questo, prima di acquistare un drone, non bisogna guardare soltanto la fotocamera, l’autonomia o le funzioni intelligenti: peso e classe del drone possono fare una grande differenza anche dal punto di vista degli obblighi del pilota.
Inoltre la regola fondamentale rimane sempre la stessa: prima del decollo bisogna verificare le norme applicabili al proprio drone e alla zona nella quale si vuole volare.

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