Proseguiamo nel nostro viaggio attraverso i film che hanno saputo regalare emozioni non in virtù del loro intreccio narrativo – o quantomeno, non solo – ma grazie alle sequenze aeree, realizzate con un incredibile mix di tecnologia, fantasia, strumenti ad hoc – elicotteri, droni, gru – e una buona dose di coraggio. Film che, in tempi moderni, fanno ampio uso di prodotti DJI, come i droni della serie Inspire o le videocamere cinematografiche Ronin, soluzioni progettate proprio per il grande schermo.

1917 (2019)

di Sam Mandes

Film di guerra che fa sfoggio di soluzioni tecniche e registiche all’avanguardia, che però non sono fini a se stesse ma studiate per creare un’esperienza immersiva e un coinvolgimento unici. La scelta sostanziale è quella di raccontare la vicenda dando l’illusione di un unico piano sequenza, scelta possibile grazie a un accurato sistema di movimenti di macchina da presa. Le riprese dall’alto – ottenute anche con l’utilizzo di droni – non servono solo a spettacolarizzare ma amplificano il senso di vulnerabilità dei personaggi e rendono chiaramente percepibile la geografia del campo di battaglia, mostrando trincee, crateri e distanze in modo immediato. Questo permette allo spettatore di orientarsi sempre nello spazio e di percepire il pericolo come concreto e imminente.
L’effetto visivo complessivo è potente perché ogni movimento della camera, anche quando si solleva, è motivato dalla storia e contribuisce a mantenere alta la tensione. In questo modo, 1917 diventa un esempio magistrale di come il linguaggio cinematografico possa trasformare una scelta tecnica in uno strumento narrativo capace di intensificare l’impatto emotivo della guerra.

DJI Mavic 4 Pro (DJI RC 2)
DJI Mavic 4 Pro 512GB Creator Combo (DJI RC 2 Pro)
DJI Inspire 3

007 Skyfall (2012)

di Sam Mandes

La passione del regista Sam Mandes per le riprese aeree trova ulteriore conferma in questo capitolo della saga di James Bond, interpretato da Daniel Craig. Skyfall è probabilmente uno degli esempi più eclatanti di come la combinazione tra riprese con macchine da presa montate su elicotteri e le videocamere professionali dei droni – come, per esempio, quelle del DJI Inispire 3 – sappia regalare inquadrature mozzafiato. In particolare, la produzione ha utilizzato i droni per inquadrature più complesse e ravvicinate, soprattutto in spazi ristretti, sfruttando sistemi di stabilizzazione avanzati per ottenere immagini fluide e ad alta risoluzione.
Del resto, in quale altro modo sarebbe stato possibile ottenere la spettacolare sequenza sul tetto del treno o quella in cui l’agente 007 è protagonista di un inseguimento in moto sui tetti del Gran Bazar di Istanbul?
In queste due scene solo l’utilizzo di un drone ha permesso di seguire da vicino James Bond e il suo avversario, volando loro attorno con agilità e contribuendo a intensificare ritmo e spettacolarità della scena.

Captain America: Civil War (2016)

di Anthony e Joe Russo

Sorvolando – mai termine fu più azzeccato – sul film in sé, non esattamente destinato a diventare un classico della storia del cinema, Captain America: Civil War (Marvel Studios) rappresenta comunque un perfetto esempio di come l’uso dei droni abbia trasformato il linguaggio visivo del cinema d’azione. In modo particolare nella sequenza della battaglia all’aeroporto. Le riprese aeree, realizzate con i droni, hanno infatti ampliato la percezione dello spazio, restituendo un dinamismo che difficilmente si sarebbe potuto ottenere con telecamere tradizionali. Il risultato è una coreografia visiva in cui i movimenti dei personaggi si intrecciano in modo fluido all’interno di un ambiente vasto e complesso.
Dietro la realizzazione di questa sequenza, tra l’altro, si nasconde una macchina produttiva estremamente articolata: le riprese hanno richiesto la chiusura di un intero terminal aeroportuale, la gestione di esplosioni reali integrate con effetti digitali e un rigoroso controllo della sicurezza. In questo contesto, i droni si sono rivelati strumenti fondamentali, non solo per catturare immagini spettacolari, ma anche per garantire flessibilità operativa in un set così complesso.

Inception (2010)

di Christopher Nolan

Parlando di film che, invece, un posto di rilievo nella storia del cinema se lo meritano, Inception offre numerosi esempi di come le riprese aeree possano amplificare l’impatto visivo e narrativo di un film, soprattutto nelle sequenze ambientate in scenari urbani. Pur essendo noto per il suo approccio fortemente pratico agli effetti speciali, il regista Christopher Nolan ha integrato tecnologie di ripresa avanzate, inclusi sistemi aerei e droni, per ottenere movimenti di macchina fluidi e immersivi impossibili da realizzare con mezzi tradizionali.
In particolare, nelle scene ambientate a Parigi, la “città che si piega su se stessa”, le riprese dall’alto contribuiscono a costruire un senso di vertigine e disorientamento, accompagnando lo spettatore all’interno di uno spazio che sfida le leggi della fisica. L’uso di piattaforme aeree e di droni ha permesso di seguire l’azione da angolazioni inedite, mantenendo una continuità visiva che rafforza la tensione e la spettacolarità, con ogni inquadratura che è stata studiata nei minimi dettagli.

Black Hawk Down (2001)

di Ridley Scott

Le scene aeree in Black Hawk Down sono fondamentali per comprendere la natura del conflitto, perché trasformano lo spazio urbano somalo in un labirinto ostile, osservato dall’alto. Gli elicotteri, inizialmente simbolo di superiorità tecnologica e dominio militare, diventano rapidamente bersagli vulnerabili, esposti a minacce invisibili che emergono dai vicoli e dai tetti della città di Mogadiscio. Questa inversione di prospettiva è cruciale e costringe i soldati americani a confrontarsi con un ambiente imprevedibile e caotico.
La regia insiste su inquadrature instabili, movimenti bruschi e comunicazioni frammentate, restituendo allo spettatore una sensazione costante di disorientamento e pericolo. Dall’alto, la città appare indistinta e minacciosa, con le sequenze aeree che, quindi, risultano strutturali ai fini della narrazione. In questo modo, il film costruisce un’esperienza immersiva che coinvolge lo spettatore sia fisicamente sia emotivamente.

Se volete saperne di più sui film che fanno delle riprese dall’alto il loro punto di forza, leggete l’articolo: Tra cielo e cinema: 10 film con scene aeree indimenticabili – PARTE 1/2. Capirete il profondo legame fra DJI e in cinema, leggendo gli articoli: Traguardo storico per DJI: l’Inspire 3 approvato da Netflix come videocamera principale per le produzioni 4K. E non siamo entrati nel cinema soltanto con i droni: Adolescence. Un solo piano sequenza per episodio, grazie a DJI Ronin 4D.

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