Vista dall’alto, la realtà cambia forma. Una folla diventa una trama di colori, una strada si trasforma in una geometria, un branco di animali disegna un movimento collettivo e la superficie del mare rivela relazioni invisibili da terra. È questa capacità di mostrare il mondo da una prospettiva nuova a emergere dalle immagini premiate nella seconda edizione dell’International Aerial Photographer of the Year.
Il concorso ha raccolto 1.587 candidature da tutto il mondo e ha assegnato il titolo di Photographer of the Year ad Azim Khan Ronnie, fotografo del Bangladesh che ha già collezionato centinaia di riconoscimenti internazionali. Questa volta è stato premiato un portfolio di quattro immagini, nelle quali fotografia documentaria, paesaggio e osservazione sociale si incontrano in una visione fortemente grafica.
Tra i suoi scatti di fotografia aerea compaiono una squadra di canottaggio che attraversa le acque del lago di Zurigo, una piccola barca circondata dai gabbiani migratori sul fiume Yamuna, i lavoratori impegnati nella raccolta dei peperoncini rossi in Bangladesh e i devoti riuniti per il Rakher Upobash, trasformati dall’alto in una composizione luminosa, ma anche un orso bianco aggrappato a quel che resta di un iceberg.

Il portfolio composto dalle quattro fotografie aeree di Azim Khan Ronnie che si è aggiudicato il primo posto assoluto al The International Aerial Photographer of the Year 2026

Ballando sul mondo: fotografia aere e DJI

Ronnie lavora con mirrorless, action camera, sistemi di illuminazione e droni. Per la fotografia aerea usa DJI Mavic 4 Pro e DJI Mavic 3 Classic, che «permettono di creare immagini capaci di rivelare scale, forme e prospettive impossibili da catturare da terra» come spiega egli stesso. Il fotografo scatta esclusivamente in RAW, così da conservare la maggiore quantità possibile di dati e avere più libertà nella regolazione di esposizione, bilanciamento del bianco, contrasto, colore e dettaglio.
Il formato RAW è particolarmente importante nelle riprese aeree, dove la stessa immagine può comprendere cieli luminosi, superfici riflettenti, ombre profonde e soggetti molto distanti. La qualità del file diventa così parte integrante del processo creativo.

Il DJI Mavic 4 Pro è il drone con cui Azim Khan Ronnie ha realizzato le immagini che si sono aggiudicate il primo premio al International Aerial Photographer of the Year

DJI Mavic 4 Pro: tre modi di osservare

Il DJI Mavic 4 Pro rappresenta la proposta più avanzata della famiglia Mavic per la creazione di immagini aeree. Il suo sistema a tripla fotocamera permette di passare da una visione grandangolare a inquadrature più strette senza dover modificare sensibilmente la posizione di volo.
La fotocamera principale Hasselblad utilizza un sensore CMOS QuattroTerzi da 100 megapixel ed è affiancata da una mediotele da 48 megapixel e da una telecamera dedicata alle focali più lunghe. Il grandangolo aiuta a raccontare la vastità di un paesaggio, mentre le focali tele comprimono i piani e mettono in evidenza ripetizioni, densità e geometrie.
L’Infinity Gimbal, capace di una rotazione completa di 360 gradi, amplia ulteriormente le possibilità di composizione, rendendo possibili inquadrature inclinate e movimenti creativi. L’autonomia massima dichiarata raggiunge 51 minuti: più tempo per studiare la scena, attendere un cambiamento della luce e scegliere il momento in cui gli elementi raggiungono il migliore equilibrio.

DJI Mavic 4 Pro (DJI RC 2)
DJI Mavic 4 Pro Fly More Combo (DJI RC 2)

DJI Mavic 3 Classic: qualità Hasselblad

DJI Mavic 3 Classic concentra il sistema di ripresa su una singola fotocamera Hasselblad con sensore CMOS QuattroTerzi da 20 megapixel, obiettivo con focale equivalente da 24 mm e apertura del diaframma regolabile da f/2,8 a f/11.
La possibilità di controllare il diaframma permette di adattarsi alle variazioni della luce e di gestire l’esposizione (tempi di posa) con maggiore precisione. Il drone registra video fino a 5,1K (5.120×2.700 pixel) a 50 fps e offre un’autonomia massima dichiarata di 46 minuti. Non manca la possibilità di filmare in DCI 4K (lo standard di risoluzione cinematografica definito dal consorzio Digital Cinema Initiatives), 4K e Full HD.
Il rilevamento omnidirezionale degli ostacoli, la stabilizzazione meccanica a 3 assi (inclinazione, rollio e rotazione orizzontale) e le funzioni avanzate di ritorno automatico aiutano il pilota a concentrarsi sulla composizione. È una soluzione indicata per la fotografia di paesaggio, territorio, architettura e natura, soprattutto per chi desidera lavorare con una sola focale e con un sensore di grandi dimensioni.

L’alternativa leggera: DJI Air 3S

Per chi cerca un sistema più compatto nel praticare la fotografia aerea, il DJI Air 3S offre due fotocamere pensate per alternare vedute ampie e dettagli più ravvicinati. La principale integra un sensore CMOS da 1 pollice e 50 megapixel, con focale equivalente a 24 mm e apertura f/1,8. La seconda utilizza un sensore da 1/1,3 pollici e 48 megapixel, abbinato a una focale equivalente a 70 mm (medio-tele).
Il grandangolo è ideale per paesaggi, coste, borghi e architetture, mentre il medio-tele consente di isolare il soggetto e costruire immagini più grafiche. L’autonomia massima dichiarata è di 45 minuti. Per dimensioni e versatilità, il drone DJI Air 3S rappresenta un equilibrio efficace tra qualità fotografica e facilità di trasporto.

DJI Air 3S (DJI RC-N3)
  • Fotocamera grandangolare (24 mm, f/1.8): CMOS da 1″, 50 MP pixel effettivi
  • Fotocamera con obiettivo medio-tele (70 mm, f/2.8): CMOS da 1/1,3″; 48 MP pixel effettivi
  • Fotocamera grandangolare: scatto singolo da 12 MP e 50 MP; scatto a raffica da 12 MP, 3/5/7 fotogrammi; 50 MP, 3/5 fotogrammi
  • Fotocamera con teleobiettivo medio: scatto singolo da 12 MP e 48 MP; scatto a raffica da 12 MP, 3/5/7 fotogrammi; 48 MP, 3/5 fotogrammi
  • Formati e risoluzione video: H.264/H.265 / 4K (3.840×2.160 pixel) a 24/25/30/48/50/60/120* fps / Full HD (1.920×1.080 pixel) a 24/25/30/48/50/60/120*/240* fps / Riprese verticali in 2,7K (1.512×2.688 pixel) a 24/25/30/48/50/60 fps

    * Frequenza dei fotogrammi durante la registrazione. Il video è riprodotto in slow motion. I video in slow motion e in 4K supportano solo la codifica H.265.
Il DJI Air 3S utilizza due fotocamere: la prima con obiettivo grandangolare (24 mm di focale equivalente), la secondo con medio-tele (70 mm di focale equivalente)

Creatività sotto i 249 grammi con Mini 5 Pro

Il piccolo drone DJI Mini 5 Pro rende accessibili funzioni fotografiche avanzate in un corpo con peso inferiore a 249 grammi nella configurazione con batteria standard.
La fotocamera utilizza un sensore CMOS da 1 pollice e 50 megapixel, con obiettivo equivalente a 24 mm (angolo di campo: 84°) e apertura f/1,8. Può salvare immagini in formato DNG/RAW e ruotare fisicamente per realizzare fotografie verticali native.
La ripresa verticale è utile non soltanto per i contenuti social, ma anche per fotografare cascate, strade, edifici e paesaggi sviluppati in altezza. Il rilevamento omnidirezionale degli ostacoli assiste il pilota, mentre l’autonomia massima dichiarata con batteria standard è di 36 minuti. Il Mini 4 Pro può così diventare un taccuino fotografico aereo: leggero, facile da portare in viaggio e sempre pronto a offrire una prospettiva differente.

Fotografia aerea: cambiate punto di vista

Le immagini selezionate dall’International Aerial Photographer of the Year mostrano quanto possa essere ampio il linguaggio della fotografia aerea. Tra i soggetti compaiono il Golden Gate Bridge, paesaggi islandesi attraversati dagli arcobaleni, un vulcano nella Puna de Atacama, renne in migrazione, un orso polare su una lastra di ghiaccio e animali marini ripresi nelle acque trasparenti dell’Australia.
In tutti questi casi, l’altezza non serve soltanto ad ampliare l’inquadratura. Permette di comprendere relazioni, proporzioni e movimenti che da terra rimarrebbero nascosti.
La scelta del drone dipende dal tipo di immagine che si vuole realizzare. Ma il principio rimane lo stesso: un drone non è soltanto una fotocamera portata in quota. È uno strumento che permette di osservare il territorio con occhi nuovi e di trasformare distanza, luce e movimento in linguaggio fotografico.

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