Il tramonto. Un momento allo stesso tempo emozionante e sfuggente. Spettacolare, perché dura pochi minuti e cambia continuamente nei colori e nell’intensità e perché, proprio nel momento del suo apice, inizia a svanire. Forse proprio per questo, quando ci troviamo di fronte a un tramonto, l’istinto non è solo quello di osservarlo ma anche, in qualche modo, di “rubarlo”, per poterlo rivivere e condividere. Come se il ricordo non fosse sufficiente a contenere tutta quella luce.
Da questo punto di vista la tecnologia ha reso la possibilità di catturare l’emozione del tramonto più immediata e naturale, senza togliere poesia all’esperienza. Grazie a strumenti compatti e semplici da utilizzare, come i droni e le action cam DJI, è possibile accompagnare il viaggio del sole con discrezione, senza interrompere la magia del momento.

Action cam, droni e tramonti: la tecnologia che “dilata” l’esperienza
Un drone come il DJI Mini 5 Pro – leggero, facile da trasportare e dotato di fotocamera CMOS da 1 pollice – può sollevarsi in modo silenzioso e restituire una prospettiva completamente nuova. Il sole che scompare visto dall’alto e i paesaggi su cui si allungano le ombre. Non si tratta solo di “riprendere” un tramonto ma di osservare come cambia il mondo nell’attimo in cui la luce cede il passo alla notte.
Allo stesso modo, una camera compatta e stabilizzata come la DJI Osmo Pocket 4, da portare in tasca o tenere in mano, permette di restare dentro la scena, sia camminando su una spiaggia, sia attraversando una piazza con il sole che scompare dietro i palazzi o passeggiando per un bosco, con la luce che filtra tra le foglie. In questo equilibrio tra emozione personale e racconto visivo, la tecnologia non sostituisce l’esperienza ma la dilata. Se poi ci si trova davanti a uno tra questi tramonti incastonati in luoghi già meravigliosi a qualunque ora del giorno, le sensazioni sono ulteriormente amplificate.
I cinque tramonti più spettacolari del mondo (e come riprenderli)
Santorini (Grecia)
Scelta non esattamente originale. Se però quello di Santorini è considerato il più bel tramonto al mondo, non potevamo certo non considerarlo. Qui, infatti, sembra che una regia occulta metta in scena uno spettacolo di quelli che non si dimenticano. L’isola si accende lentamente mentre il sole scende verso l’orizzonte e la luce dorata si riflette sul mare Egeo. Lo spettacolo investe le iconiche case bianche dai tetti blu e – è giusto saperlo – le migliaia di turisti che ogni giorno non vogliono perdersi questo evento naturale…
Catturare questa atmosfera è una sfida complessa, perché tutto si muove in equilibrio tra luce che cambia, vento che soffia e ricerca della prospettiva. In questo contesto, è possibile sfruttare la stabilizzazione della DJI Osmo Pocket 4 e muoversi tra le stradine di Oia o Fira seguendo il flusso naturale della scena. Le ombre si allungano, i riflessi del sole filtrano e illuminano porte e terrazze, il mare appare tra un vicolo e l’altro.
Il DJI Mini 5 Pro, invece, cambia completamente la prospettiva. Dall’alto, Santorini si trasforma: il contrasto tra il blu delle cupole e il bianco delle case, i paesi che seguono il profilo della caldera, il sole che lentamente si immerge. Grazie al drone è possibile ampliare la scena e mostrare come l’isola intera “reagisca” al tramonto.




Kalbarri (Australia Occidentale)
Kalbarri è un luogo in cui il sole non si “limita” a tramontare. Qui, tra canyon rossi, scogliere a picco sull’oceano e distese selvagge battute dal vento, la luce accende le sfumature delle rocce, mentre l’oceano sottostante riflette i bagliori dorati. E non c’è nulla che distragga lo sguardo, solo natura e silenzio.
La DJI Osmo Pocket 4 può essere sfruttata per concentrarsi sui dettagli del paesaggio: il vento che muove leggermente la scarsa vegetazione, il rosso delle rocce che si intensifica e che cambia tono mentre il sole si abbassa, un’ombra che si allunga tra le fenditure. Ogni dettaglio diventa così un elemento narrativo.
Il drone, invece, aiuta a rivelare la vera dimensione di Kalbarri. Dall’alto, i canyon si aprono e mostrano l’oceano mentre il tramonto amplifica i contrasti, con la terra rossa che si scurisce mentre il mare resta ancora illuminato. La semplicità con cui è possibile condurre il DJI Mini 5 Pro lungo le scogliere o sopra i dirupi permette di seguire la progressiva scomparsa del sole e la vastità di questa zona dell’Australia.

Masai Mara (Kenya)
Nel Masai Mara non è solo il tramonto a essere protagonista. Il sole, scendendo dietro una linea dell’orizzonte che sembra non avere una fine, colora l’erba e le foglie di sfumature dorate e arancioni, mentre le sagome degli animali e degli alberi emergono in controluce. Del resto, nella savana del Kenya, il quadro non può essere statico, tra giraffe che attraversano lentamente il paesaggio ed elefanti che si muovono in gruppo, stagliandosi contro il cielo che sembra aver preso fuoco.
Utilizzando una camera compatta stabilizzata, è possibile restare dentro questa dimensione senza invaderla, riprendendo da vicino i movimenti degli animali – dal dettaglio di una zampa che solleva la polvere, al profilo di una gazzella che si staglia contro il sole – così che acquistino ulteriore forza narrativa.
Con un drone leggero – sempre da utilizzare con attenzione e nel rispetto delle norme locali, dell’ambiente e della fauna – si apre una prospettiva completamente diversa. La vista dall’alto, infatti, rivela la geometria della savana: distese a perdita d’occhio, percorsi tracciati dagli animali che si recano a bere o che si muovono punteggiando il terreno. Il tutto amplificato dal sole al tramonto.

Canazei – Dolomiti (Italia)
A Canazei, quando il sole scivola dietro le vette delle Dolomiti, il tramonto non infiamma soltanto il cielo ma la pietra stessa. Le pareti verticali del Sassolungo e del Gruppo del Sella, ancora imbiancate dalle ultime nevicate primaverili o nude e grigie, a seconda del periodo dell’anno, si tingono di un rosa intenso mentre le ombre lunghe degli alberi si allungano sui prati alpini come scure pennellate. In quel preciso momento le Dolomiti non sembrano più solo montagne ma cattedrali di roccia, in grado di ardere per pochi, preziosi minuti, prima di spegnersi nella notte e lasciare il posto alle prime stelle.
Grazie alla DJI Osmo Pocket 4 ci si può posizionare su un sentiero leggermente sopraelevato (per esempio quello che porta verso il Rifugio Friedrich August) e fare una ripresa lenta, da sinistra verso destra. Si parte dalle ombre che si allungano sui prati fino ad arrivare alle pareti del Sassolungo che si accendono. Non è da escludere anche un time-lapse per sottolineare la “magia” del colore che cambia in pochi minuti.
Con il drone, l’ideale è portarlo a circa 80-120 metri di quota per includere nella stessa inquadratura sia il Gruppo del Sella sia il Sassolungo, tenendo conto che quella che possiamo definire “golden hour” dura pochissimo. Azzeccando il momento giusto è però possibile catturare la transizione dal giorno alla notte, con le prime luci dei paesi che si accendono nella valle sottostante.

Isole Lofoten (Norvegia)
Nelle Isole Lofoten, quando il sole scivola dietro le vette che circondano i villaggi di pescatori di Reine e Hamnøy o le spiagge “caraibiche” di Uttakleiv e Haukland, le tinge di un rosa-arancio intenso mentre le tipiche casette rosse si specchiano nelle acque calme dei fiordi e le ombre delle montagne si allungano sui prati e sulle rocce.
In quel preciso momento, le Lofoten smettono di essere isole remote, per diventare un quadro vivente del Nord, in grado di ardere per pochi, preziosi minuti, prima di spegnersi nella notte (o nella luce morbida del sole di mezzanotte d’estate) e lasciare il posto alle prime stelle o al bagliore persistente del crepuscolo artico.
In questa zona della Norvegia, l’utilizzo del drone è subordinato alla registrazione su flydrone.no, al rispetto delle distanze dagli aeroporti di Svolvær e Leknes e all’obbligo di non volare sopra villaggi abitati o aree protette. Detto questo, però, è facile trovare inquadrature indimenticabili, che combinino le cime e i fiordi, il celebre campo da calcio di Henningsvaer o il ponte verso Sakrisøy.

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