I video 360 stanno modificando drasticamente il modo di concepire le riprese, rendendole più di impatto e coinvolgenti. Sebbene chiunque possa dilettarsi con i filmati “senza confini”, è innegabile che i creator digitali di Instagram, TikTok, Facebook e di qualunque altro social network improntato al video siano i più interessati. Il loro vantaggio principale non consiste nel mostrare “tutto intorno” ma nel registrare una scena completa così da decidere successivamente quale parte dell’immagine utilizzare. Una vera e propria manna dal cielo per i videomaker.
DJI sta puntando in modo deciso sui dispositivi in grado di registrare filmati a 360 gradi. La nuova action cam Osmo 360 II e, per chi vuole una prospettiva dall’alto, il drone Avata 360 sono i nostri prodotti a tema. Si tratta di due soluzioni che utilizzate singolarmente permettono di trasformare radicalmente il modo di creare contenuti video ma che, in coppia, portano l’esperienza a un livello superiore.

Ci sono contesti in cui i creator creare video tridimensionali (a 360°) ricorrendo sia a riprese da terra, sia a riprese dal cielo. DJI mette loro a disposizione tutto ciò che serve: la action cam DJI Osmo 360 II e il drone DJI Avata 360 (Photo Credits: © Red Zeppelin)

Quali content creator possono sfruttare maggiormente le riprese a 360°?

Il target più grande è quello dei travel creator e dei videomaker specializzati in viaggi e paesaggi. Durante un viaggio, infatti, le riprese a 360° permettono di catturare contemporaneamente il soggetto e l’ambiente circostante, lasciando al creator la possibilità di scegliere, in fase di montaggio, quale parte della scena utilizzare. A seconda della situazione, si può quindi raccontare un percorso a piedi, un’escursione, una visita o un paesaggio spettacolare da terra, oppure ampliare la prospettiva con una ripresa aerea.
Anche motociclisti e sportivi outdoor possono trarre grande vantaggio da questo approccio. La possibilità di registrare una scena a 360° consente infatti di concentrarsi maggiormente sull’attività, senza dover stabilire in anticipo quale sarà l’inquadratura definitiva. Durante la post-produzione sarà possibile scegliere il punto di vista più efficace per valorizzare l’azione.

Contenuti lifestyle, eventi e spettacoli

Un altro settore interessante è quello dei creator che producono contenuti lifestyle. Una ripresa panoramica permette di mostrare contemporaneamente il protagonista e ciò che lo circonda, creando un rapporto più diretto tra persona e ambiente. Nel caso delle riprese aeree, inoltre, questa prospettiva può essere ulteriormente ampliata, mostrando il contesto da un punto di vista diverso.
Interessante anche il settore degli eventi e degli spettacoli. Concerti, festival, fiere, manifestazioni sportive e situazioni affollate possono beneficiare della possibilità di catturare una porzione molto ampia della scena, riducendo il rischio di perdere un momento importante perché avvenuto fuori dall’inquadratura tradizionale.

DJI Osmo 360 II Limitless Riding Combo
DJI Avata 2 Pro-View Combo (Goggles 2)

La action cam DJI Osmo 360 II per le riprese da terra, il drone DJI Avata 360 per la prospettiva aerea

Per gli sportivi e gli avventurosi, la combinazione tra riprese immersive e prospettive aeree apre a numerose possibilità creative. Sciatori, snowboarder, biker, surfisti e appassionati di attività outdoor possono raccontare l’azione da una prospettiva più coinvolgente, scegliendo successivamente l’angolazione più spettacolare.
La versatilità è proprio uno dei principali punti di forza di questo tipo di tecnologia: una videocamera come la DJI Osmo 360 II può raccontare l’esperienza dal punto di vista del creator, mentre un drone come il DJI Avata 360 (qui una descrizione completa) può aggiungere una prospettiva dall’alto, permettendo di alternare immagini immersive, panoramiche e inquadrature più tradizionali. In questo modo, i due approcci possono essere utilizzati singolarmente oppure combinati all’interno dello stesso contenuto per ottenere video più dinamici e originali per i social. Della DJI Osmo 360 II è disponibile anche la prima versione. Le abbiamo messe a confronto nell’articolo: Osmo 360 II Vs Osmo 360: come cambia la ripresa a “tutto tondo.

Le doppie videocamere della action cam Osmo 360 II (video sopra) e del drone Avata 360 (video sotto) riprendono in contemporanea tutto ciò si trova intorno. È poi l’operatore a scegliere, in post-produzione, con cosa comporre il suo filmato

DJI Osmo 360 II: una action cam per creare più contenuti in un colpo solo

Per chi pubblica sui social come Instagram e TikTok, il valore dei video 360 non sta solo nell’offrire allo spettatore la possibilità di guardarsi intorno. Molto spesso è più efficace utilizzare il 360° come strumento di produzione. Il content creator registra una scena panoramica e successivamente la trasforma in un normale video verticale. È una differenza importante: invece di registrare cinque volte la stessa scena per ottenere cinque inquadrature diverse, si può partire da un’unica ripresa panoramica e costruire versioni doverse dello stesso contenuto.
Da questo punto di vista, la Osmo 360 II è una scelta vincente. Dispone di due sensore di immagine CMOS da 1 pollice contrapposti con i quali registrare video panoramici con risoluzione complessiva 8K (7.680×3.840 pixel) e framerate massimo di 60 fps. Offre inoltre modalità specifiche per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione, anche grazie alla modalità AI SuperNight 2.0 progettata per migliorare le riprese notturne. La videocamera di DJI supporta inoltre modalità video tradizionali, oltre alla registrazione 4K (nei formati 1:1, 4:3, 16:9 e 9:16) con framerate di 120 fps nelle modalità Boost.

Personalizzare le riprese panoramiche

Vale però la pena ribadirlo, la caratteristica più importante è un’altra: non è necessario decidere in fase di ripresa quale sarà l’inquadratura definitiva. Una persona che cammina per una città, per esempio, può essere ripresa con la Osmo 360 II e successivamente sarà possibile trasformare lo stesso filmato in:

  • un Reel verticale
  • uno Short
  • un video TikTok
  • un’inquadratura panoramica
  • un video con il soggetto sempre al centro
  • un montaggio con più punti di vista ricavati dalla stessa clip

Degna di sottolineatura è la possibilità di registrare con risoluzione 8K, che offre un margine maggiore quando il filmato viene ritagliato e trasformato in un’inquadratura tradizionale.

DJI Avata 360: la stessa filosofia, ma con vista dall’alto

Se la Osmo 360 II rappresenta il punto di vista del creator “a terra”, il DJI Avata 360 porta il concetto in volo. Il drone può registrare video 360 a 8K (7.680×3.840 pixel) fino a 60 fps e permette di decidere successivamente l’inquadratura. Con una normale videocamera montata su un drone, infatti, bisogna prestare grande attenzione alla direzione della camera durante il volo. Con Avata 360, invece, il volo e l’inquadratura possono essere considerati due elementi distinti. Il drone può seguire una traiettoria con il creator che decide successivamente quale parte della scena mostrare. Come per la Osmo 360 II, anche l’Avata 360 può essere usato come un tradizionale drone a videocamera singola.
La vera differenza, però, è quando l’Osmo 360 II e l’Avata 360 vengono utilizzati insieme. Si tratta della combinazione più interessante. Immaginiamo un video effettuato durante un’escursione. La action cam Osmo 360 II può raccontare l’esperienza dal punto di vista della persona: il creator che cammina, il sentiero, gli amici, l’ambiente circostante. Il drone Avata 360, invece, può allargare la prospettiva e mostrare dall’alto il percorso, il paesaggio e la posizione del protagonista all’interno dello scenario. Il risultato sarà un video molto più dinamico rispetto a quello realizzato esclusivamente con una action cam o con un drone. Va ricordato tuttavia che il drone DJI Avata 360, pesando al decollo più di 250 g (455 g nella fattispecie), può essere pilotato solo se in possesso di patentino.

Con il drone DJI Avata 360 si può passare, durante lo stesso volo, dalle riprese panoramiche a quello a obiettivo singolo

Il segreto? Non abusare dell’effetto 360°

C’è però un rischio: trasformare ogni video in una dimostrazione tecnica. Il fatto che sia possibile ruotare continuamente l’inquadratura non significa che sia sempre opportuno farlo.
Per i social network è generalmente più efficace utilizzare il video 360 come strumento narrativo, non come semplice effetto speciale. Una rotazione può servire a rivelare qualcosa, un reframing può seguire una persona, un cambio di prospettiva può sottolineare la dimensione di un paesaggio. Quando invece l’inquadratura cambia continuamente senza una precisa funzione narrativa, il risultato rischia di diventare confuso e poco incisivo.

DJI Osmo 360 II o Avata 360: quale scegliere?

La scelta fra una action e un drone dipende soprattutto dal tipo di creator. Le action cam sono di uso più immediato; i droni richiedono il giusto training. La Osmo 360 II è più indicata per chi lavora prevalentemente a terra: travel blogger, vlogger, sportivi, motociclisti, lifestyle creator e videomaker. L’Avata 360 è invece lo strumento più interessante per chi ha bisogno della prospettiva aerea: travel filmmaker, creator outdoor e videomaker che vogliono trasformare le riprese con il drone in contenuti social più creativi. Per un creator professionale, tuttavia, l’accoppiata può avere un valore decisamente superiore ai due strumenti presi singolarmente.
In entrambi i casi, il risultato è un linguaggio visivo nel quale la prospettiva del protagonista e quella del paesaggio possono convivere nello stesso racconto. Ed è probabilmente questo il vero potenziale dei video 360° sui social: non limitarsi a mostrare una scena da un punto di vista diverso ma offrire la libertà di decidere dopo aver girato quale storia raccontare con quella scena.

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