Il cinema ha sempre cercato nuovi modi per stupirci, tra scene d’azione ardite, effetti speciali sempre più spettacolari e montaggio incalzante. Ben poche soluzioni visive, però, riescono a trasmettere la stessa meraviglia delle scene girate dall’alto. Quando la macchina da presa si solleva… noi voliamo con lei, la prospettiva si amplia, lo spazio si dilata e la narrazione acquista una dimensione epica.
Che sia una panoramica aerea dei grattacieli di Manhattan illuminati o delle dune del deserto del Sahara, le riprese aeree hanno il potere di trasformare ogni ambientazione.
Nel corso degli anni, registi e direttori della fotografia hanno sfruttato questa tecnica e strumenti tecnologicamente all’avanguardia – dalle videocamere montate sugli elicotteri ai droni – per creare sequenze diventate iconiche, capaci di restare impresse nella memoria di ogni appassionato di cinema. Non stiamo parlando di semplici inquadrature aeree bensì di un vero e proprio linguaggio visivo, utilizzato per sviluppare al meglio la trama, amplificare le emozioni e trasportare lo spettatore in punti di vista inediti.
I droni DJI sempre più usati tra cielo e cinema
In questa prima parte dell’articolo “Tra cielo e cinema: 10 film con scene aeree indimenticabili” mettiamo in evidenza le prime cinque pellicole che hanno saputo utilizzare le scene aeree in modo indimenticabile. Le stesse hanno dimostrato come, a volte, basti cambiare altezza per modificare completamente il modo di raccontare una storia.
Man mano che le pellicole si avvicinano ai nostri giorni, i droni DJI si sostituiscono agli aerei e agli elicotteri. Costi di realizzazione infinitamente più bassi e maggiore flessibilità nella composizione delle troupe fanno del drone oggi lo strumento di ripresa aerea per eccellenza. Noi di DJI stiamo mettendo a disposizione delle più grandi produzioni il nostro know-how con droni – come i Mavic e gli Inspire – equipaggiati con dispositivi di ripresa sempre più all’avanguardia. È assai recente uno dei nostri migliori accordi a tema: Traguardo storico per DJI: l’Inspire 3 approvato da Netflix come videocamera principale per le produzioni 4K. E non siamo entrati nel cinema soltanto con i droni: Adolescence. Un solo piano sequenza per episodio, grazie a DJI Ronin 4D.
Apocalypse Now (1979)
di Francis Ford Coppola

Una delle sequenze più iconiche di sempre: gli elicotteri che sorvolano la giungla vietnamita mentre risuona La cavalcata delle Valchirie. La sequenza è stata realizzata con una combinazione di mezzi militari reali, riprese aeree e tecniche molto complesse per l’epoca, visto che il film è del 1979 e di effetti digitali ancora non si sapeva nulla.
Le riprese sono state effettuate utilizzando veri elicotteri militari, in particolare i Bell UH-1 “Huey”, coordinati in manovre studiate nel dettaglio e che davano vita a un vero e proprio “balletto aereo” in volo. Le spettacolari immagini sono state ottenute montando cineprese direttamente sugli elicotteri o su velivoli separati, dedicati esclusivamente alle riprese, mentre ulteriori inquadrature a terra completavano la scena, catturando il passaggio radente e le esplosioni. Il risultato è una sequenza ancora oggi considerata una delle più spettacolari della storia del cinema, anche perché completamente priva di interventi digitali.



The Revenant (2015)
di Alejandro Inarritu

Il film è stato girato principalmente con luce naturale e con un approccio molto “fisico” alla messa in scena, con il regista e la troupe che hanno lavorato in zone remote del Canada e dell’Argentina. Le celebri inquadrature dall’alto dei paesaggi innevati e delle foreste sono state ottenute in gran parte utilizzando gli elicotteri, mentre per alcune riprese aeree più fluide e dinamiche, soprattutto quelle legate alla percezione dell’ambiente e dei movimenti nello spazio, sono stati utilizzati i droni, che hanno permesso di ottenere prospettive basse e avvolgenti senza la necessità di mezzi aerei più invasivi. Del resto modelli come il DJI Inspire 2 è da tempo uno dei preferiti dai filmmaker, anche perché è equipaggiato per supportare fotocamere pesanti come la RED Digital o l’ARRI Alexa Mini.
Il risultato che il regista ha ottenuto è quello di rendere la natura come enorme, indifferente e dominante rispetto all’uomo, rafforzando il senso di isolamento e vulnerabilità del protagonista, interpretato da Leonardo Di Caprio.
Mad Max: Fury Road (2015)
di George Miller

Le scene di Mad Max: Fury Road sono state realizzate con un approccio molto pratico e “fisico”, anche per le riprese aeree. Il film è famoso per aver ridotto al minimo la computer graphic, privilegiando stunt reali, veicoli costruiti ad hoc e riprese effettuate nel deserto della Namibia.
Per le sequenze dall’alto, sono stati utilizzati principalmente elicotteri con camere cinematografiche stabilizzate (come sistemi gimbal e supporti dedicati) per seguire i convogli in movimento e restituire la dinamica dell’azione. In alcuni casi sono state impiegate anche camere montate su veicoli in movimento o su gru e droni, per ottenere punti di vista intermedi tra terra e aria. Il risultato è un linguaggio visivo estremamente chiaro e dinamico, in cui le riprese dall’alto servono soprattutto a rendere ancora più coinvolgente il caos degli inseguimenti.
Mission Impossibile: Fallout (2018)
di Christopher McQuarrie

La spettacolare sequenza dell’inseguimento tra elicotteri in Mission: Impossible – Fallout è stata realizzata con un approccio fortemente basato sul volo reale, ed è proprio questo che la rende così credibile. Le scene sono state girate principalmente in Nuova Zelanda, utilizzando veri elicotteri pilotati da professionisti, con lo stesso Tom Cruise coinvolto direttamente nelle riprese (dopo un addestramento specifico al pilotaggio).
Le inquadrature più spettacolari sono state ottenute montando camere cinematografiche stabilizzate direttamente sugli elicotteri e utilizzando altri elicotteri per seguire l’azione in volo tra canyon e montagne. Questo ha permesso di catturare manovre reali ad alta velocità e in spazi ristretti, mantenendo sempre una percezione autentica del rischio. Accanto a queste tecniche tradizionali, la produzione ha integrato anche il drone cinematografico DJI Inspire 2, utilizzato per alcune riprese aeree più agili e ravvicinate, in particolare dove servivano movimenti di camera molto fluidi o passaggi in spazi difficili da raggiungere con gli elicotteri.
Il risultato finale è una combinazione perfetta tra aviazione reale, camere stabilizzate e riprese leggere con droni, in cui questi ultimi contribuiscono a rendere ancora più dinamica la scena.
Top Gun: Maverick (2022)
di Joseph Kosinski

Le riprese di Top Gun: Maverick rappresentano uno dei massimi livelli raggiunti dal cinema in termini di realismo aereo. A differenza di molti altri film d’azione, qui la scelta è stata quella di ridurre al minimo gli effetti speciali digitali e affidarsi quasi completamente a volo reale e videocamere installate nei cockpit. Gli stessi attori sono stati addestrati a volare come passeggeri su veri jet militari F/A-18 Super Hornet!
Le sequenze sono state registrate con una combinazione di sistemi altamente specializzati: microcamere digitali ad altissima qualità montate direttamente all’interno e all’esterno degli aerei (sviluppate appositamente per resistere a vibrazioni e accelerazioni estreme), camere IMAX e sistemi stabilizzati aerotrasportati per le riprese esterne.
Per le inquadrature più ampie e dinamiche dei jet che attraversano canyon e montagne, sono stati utilizzati anche elicotteri da ripresa con camere stabilizzate, che permettono di seguire i velivoli in formazione. Il risultato finale è un livello di immersione quasi totale, in cui lo spettatore ha davvero la sensazione di essere dentro il cockpit, con una fisicità del volo che deriva soprattutto dall’uso reale degli aerei e da una fotografia progettata per catturare ogni variazione di luce e velocità.
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_ Il Blog Ufficiale di DJI Italia è curato da Dino del Vescovo _


































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