E se alla vostra prossima chiamata al 118 rispondesse un drone? L’ipotesi non è così strana, né fantascientifica. Lo sanno bene i cittadini dell’Ohio, dove è appena partito il primo programma Drone as First Responder (DFR) su scala statale degli Stati Uniti. Un progetto pilota di due anni per testare come i droni possano raggiungere le emergenze più rapidamente, fornire ai centri operativi una visione aerea in tempo reale e, soprattutto, salvare vite umane.
Creato nell’ambito dell’Ohio House Bill 96 e gestito da SkyfireAI in collaborazione con CAL Analytics, il programma rappresenta un passo decisivo per la sicurezza pubblica, un modello che potrebbe presto essere adottato da altri stati americani.
«Il programma DFR dell’Ohio non è solo una prima assoluta: è un modello», spiega Don Mathis, cofondatore e CEO di SkyfireAI. «Unificando norme, formazione e tecnologia, l’Ohio rende accessibile il soccorso aereo anche alle comunità rurali, che non potrebbero sostenere da sole un programma di droni. Così si scala l’autonomia in sicurezza: si risparmiano minuti, e si salvano vite.»
Un progetto statale finalizzato alla sicurezza
A differenza di altri progetti locali, l’iniziativa dell’Ohio copre l’intero territorio statale. Nei prossimi due anni, i droni saranno impiegati in ambito poliziesco, antincendio e medico per verificare quanto possano ridurre i tempi di intervento e migliorare la consapevolezza situazionale.
Il programma è anche una dichiarazione d’identità. «L’Ohio dimostra ancora una volta di essere la culla dell’aviazione e oggi anche dell’innovazione aeronautica», afferma il deputato Bernie “Bunyan” Willis, presidente della Commissione Trasporti della Camera dell’Ohio. «Non è solo una questione tecnologica: è una questione di vite umane e di leadership nazionale.»
Attraverso la sua iniziativa DriveOhio e il Centro UAS (Unmanned Aerial Systems), il Dipartimento dei Trasporti dell’Ohio lavora da oltre un decennio all’integrazione dei droni nello spazio aereo.
«Con il primo programma DFR su scala statale, offriamo ai soccorritori strumenti per salvare vite e proteggere le comunità», spiega Richard Fox, direttore del DriveOhio UAS Center, «ma soprattutto definiamo un modello per l’integrazione sicura dei droni a livello nazionale.»



SkyfireAI e la gestione del progetto in Ohio
Come ente coordinatore, SkyfireAI supervisiona ogni aspetto operativo: dai rapporti con i produttori e la conformità FAA, fino alla formazione del personale e all’installazione dei sistemi di decollo automatico (come le unità Dock e Dock 2 di DJI, ndr) sui tetti delle stazioni operative. L’azienda ha già maturato esperienza in contesti ad alta criticità — dai programmi municipali DFR alle consegne mediche con CVS Health, fino al supporto nelle emergenze post-disastro. Ora punta a scalare il modello in tutto il Paese.
«Stiamo sviluppando la prossima generazione di intelligenza artificiale e automazione per gestire flotte multiple di droni DFR», spiega Justin McCarthy, vicepresidente di SkyfireAI. «Il nostro obiettivo è portare queste capacità anche nelle piccole comunità che non possono permettersi programmi tradizionali.»
In prospettiva, un solo operatore – o persino nessun pilota umano – potrebbe controllare più droni contemporaneamente, garantendo copertura aerea 24 ore su 24 per emergenze di ogni tipo.
La sicurezza sarà garantita da CAL Analytics, che sta costruendo il primo sistema statale di gestione del traffico aereo non presidiato (UTM), una sorta di “torre di controllo virtuale” capace di monitorare e prevenire conflitti tra droni tramite una rete di sensori distribuita.

DJI è pronta
DJI è già pronta a sostenere progetti simili, in Italia o altrove, con il suo ricco campionario di mezzi e prodotti. Le piattaforme più adatte a uno scenario di questo tipo includono modelli di droni e piattaforme di decollo e atterraggio DJI come:
- DJI Matrice 350 RTK, ideale per operazioni di soccorso complesse grazie alla stabilità, alla capacità di carico e alla visione termica
- DJI Mavic 3 Enterprise, compatto ma con telecamera zoom 56× e trasmissione O4 Enterprise, perfetto per interventi rapidi in aree urbane
- DJI Dock 2 con droni Mavic 3D o Matrice 3D, in grado di decollare e atterrare autonomamente da postazioni fisse — una tecnologia già sperimentata da alcune società operanti nel settore.
Questi sistemi permettono voli BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), autorizzati dalla FAA, e inviano flussi video in tempo reale alle centrali operative.
E in Italia a che punto siamo?
In Italia, l’uso dei droni per la sicurezza è già oggetto di sperimentazioni e regolamentazioni. È stato firmato un protocollo tra il Ministero dell’Interno e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) per permettere alle Forze di polizia l’uso dei droni nel controllo del territorio e nel contrasto alla criminalità. Tuttavia, le polizie locali non hanno libero accesso all’uso dei droni per scopi di sicurezza ed è spesso richiesto che l’attività sia autorizzata in casi specifici, nel rispetto della privacy. Un caso interessante: il Corpo Intercomunale di Polizia Locale delle Colline Moreniche ha ottenuto dall’ENAC un’autorizzazione (in Italia definita PDRA-G03) per operazioni con droni oltre la linea di vista (BVLOS), un primato nazionale.
Questi esempi italiani non sono, al momento, un programma su scala nazionale come quello dell’Ohio, ma dimostrano che il tema è attuale anche nel nostro Paese e che la convergenza tra tecnologia, normativa e operatività è già in atto.





































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