DJI Neo 2 si conferma uno di quei prodotti che fanno convergere i commenti da testate molto diverse, in un clima di entusiasmo sorprendentemente omogeneo. Non è un drone professionale – e non pretende di esserlo – ma nella sua categoria (mini droni per content creator, sportivi e viaggiatori) riesce a combinare immediatezza, sicurezza e qualità d’immagine. Lo fa in modo così coerente da suscitare giudizi insolitamente squillanti. È un “drone fatto bene”, come emerge non da superlativi regalati, ma da apprezzamenti concreti e frutto di verifiche degli autori. (Immagine in apertura: Photo Credits: © Tom’s Hardware)

Design e sicurezza

Già dal primo contatto, il DJI Neo 2 appare come un oggetto progettato per essere portato ovunque e usato senza timori. Stefano Orsi su Dronezine lo descrive come «praticamente inoffensivo», grazie alla gabbia integrale delle eliche e a un peso che rimane nella fascia dei “tascabili” sotto i 250 grammi. È una struttura che, secondo Orsi, non solo lo rende sicuro in caso di urto, ma gli conferisce una solidità sorprendente per il suo segmento.
Anche Andrea Ferrario su Tom’s Hardware parla di una percezione di robustezza non scontata in un drone ultraleggero, unita alla possibilità di impiegarlo in contesti urbani senza complicazioni normative. “Libertà” sembra essere il concetto che attraversa tutte le recensioni, e non solo in senso figurato.

Ai lati della videocamera si trovano il display di stato e il sensore LiDAR (Photo Credits: © DroneZine)

Prestazioni di volo e autonomia

Sebbene il Neo 2 non sia nato per la velocità pura, la stampa italiana evidenzia una propensione al volo stabile e prevedibile, ideale per le riprese in movimento. Daniele Semeraro per SkyTG24 parla di riprese «fluide e stabili», merito della combinazione tra gimbal a due assi, algoritmi di stabilizzazione e una buona riserva di potenza nei motori. L’autonomia, pur rimanendo nella media dei modelli ultraleggeri, è giudicata più che sufficiente per l’uso per cui è pensato: brevi sequenze, vlog, scene dinamiche da catturare al volo. Sia Dronezine sia Tom’s Hardware sottolineano come il DJI Neo 2 riesca a mantenere un comportamento costante anche in condizioni meno ideali, segno di una piattaforma bilanciata.

Il DJI Neo 2 sta in un palmo della mano. Dallo stesso riesce a decollare e ad atterrare, anche tramite gesture. I quattro Led informano sul livello delle batterie (Photo Credits: © Tom’s Hardware)

Esperienza di volo e controlli

In volo, il drone super compatto DJI Neo 2 mostra la sua natura più originale. Non è un drone che richiede un radiocomando dedicato o una procedura complessa per decollare. Stefano Orsi, con la precisione tecnica che lo contraddistingue, sintetizza questo spirito con una frase che è diventata quasi uno slogan involontario: «Un motivo per il quale apprezzare il DJI Neo 2 consiste certamente nella possibilità di usare il drone senza alcun accessorio di controllo».
Il decollo dal palmo della mano, il rientro automatico e, soprattutto, i cosiddetti gesture diventano il vero tratto identitario del Neo 2. Andrea Galeazzi definisce le gesture, senza filtri, una «figata atomica», affascinato dalla naturalezza con cui il drone obbedisce ai movimenti della mano. Avvicinarsi, allontanarsi, cambiare altezza o prospettiva diventa immediato come un cenno.

DJI Neo 2

Pur privilegiando l’uso a mani nude, il Neo 2 si adatta anche a un pilotaggio tradizionale. Maison du Drone nota con apprezzamento la portata nettamente superiore rispetto al primo modello quando si utilizza la app, mentre Ferrario osserva come l’intero ecosistema DJI (radiocomandi O4, visori FPV, motion controller) si innesti con una maturità sorprendente su un drone pensato per essere semplice.

Il DJI Neo 2 pesa 151 g (senza ricetrasmettitore), 160 g (con ricetrasmettitore), misura 147x171x41 mm e ha una memoria interna di 48 GB. Utilissimo il piccolo display di stato sulla parte frontale che visualizza la modalità di volo selezionata e dati come l’altezza di volo, la distanza massima e via dicendo. Dall’altra parte si trova il sensore LiDAR il cui intervallo di misurazione è compreso fra 0,3 e 8 metri. Dispone di una videocamera con sensore da 1/2″ e 12 megapixel di risoluzione (per immagini di 4.000×3.000 pixel in 4:3, 4.000×2.250 pixel in 16:9). L’obiettivo grandangolare da 16,5 mm equivalenti produce un angolo di campo di 119,8°. La ripresa video raggiunge la risoluzione 4K (3.840×2.160 pixel a 60/50/30 fps), ma è disponibile anche la Full HD (1.920×1.080 pixel). In verticale, le riprese sono a 2,7K in 9:16 (1.512×2.688 pixeò a 60/50/30 fps)

Fotografia: immediatezza e qualità diurna

Il Neo 2 non è uno strumento fotografico professionale. Tutto il panorama delle recensioni lo tratta in questi termini: un dispositivo pensato per generare contenuti social pronti all’uso, nonché per soddisfazione personale. Ma all’interno di questa categoria, il verdetto è sorprendentemente positivo.
Adrien, su Maison du Drone, lo dice con chiarezza: «Alla luce del giorno, le immagini sono davvero pulite e possono essere condivise direttamente sui network, senza alcun ritocco». È il tipo di frase che raramente si legge parlando di un CMOS da mezzo pollice da 12 megapixel ed è il segno di un miglioramento tangibile rispetto al primo modello.
Anche Ferrario sottolinea che la qualità d’immagine «supera le aspettative» per un sensore di queste dimensioni, grazie in particolare all’apertura più luminosa e alla stabilizzazione più solida. L’impressione generale è che il Neo 2 sia uno dei migliori droni “punta e vola” oggi in circolazione, soprattutto quando la luce è dalla sua parte.

Il DJI Neo 2 riesce a tracciare soggetti che si spostano alla velocità massima di 12 m/s. Ciò gli permette di seguire corridori e ciclisti con estrema facilità
Un video il 4K realizzato dal drone DJI Neo 2

DJI Neo 2 e video: fluidità e stabilizzazione

Il versante video è forse quello in cui i giudizi sono più entusiasti e allineati. Semeraro per SkyTg24 arriva a definire il drone DJI Neo 2 «il miglior drone sotto i 250 grammi presente oggi sul mercato». E lo fa riferendosi esplicitamente alla qualità delle riprese: 4K (3.840×2.160 pixel) a 60 fps, buon dettaglio, stabilizzazione efficace anche in follow dinamici.
Dronezine conferma che, per un uso ricreativo o da creator senza eccessive ambizioni professionali, la resa «è molto buona», con un gimbal che reagisce in modo più convincente rispetto al precedente modello. Galeazzi insiste sulla naturalezza con cui il drone riesce a tenere il soggetto al centro dell’azione, senza micro-scatti o incertezze nei movimenti laterali.
Il Neo 2 è pensato per girare, condividere e passare oltre. È un oggetto che vive di immediatezza e la qualità video è parte integrante di questa. Riunendo queste voci, il DJI Neo 2 emerge come un prodotto sorprendentemente maturo nella sua semplicità. Un ultraleggero che non pretende di sembrare professionale, ma che nella pratica offre un’esperienza più completa di molti droni “seri”: fluido, intuitivo, sicuro e capace di riprese che, in buona luce, non hanno nulla da invidiare a modelli più ingombranti.
«150 grammi di pura libertà», come scrive Galeazzi, e un drone «senza accessori», come nota Orsi su Dronezine: due frasi che si completano a vicenda e raccontano lo stesso oggetto. Se l’obiettivo era creare il miglior drone leggero per content creator, la stampa sembra concordare: missione riuscita.

Lascia un commento