Il est arrivé!” esultano in Francia quando le bottiglie di Beaujolais Nuveau, apprezzato vino novello, giungono sugli scaffali. E il fatto che l’arrivo sia previsto nulla toglie alla festa, anzi. L’Avata 360 è stato atteso e sbirciato, ed eccolo finalmente, e di nuveau (nuovo) c’è davvero parecchio.
Quando si vola pilotando con il proprio radiocomando o in modalità FPV (First Person View), infatti, c’è sempre un momento in cui occorre decidere dove andare e cosa guardare: nei pressi di una curva, all’imbocco di un passaggio stretto, prima di un’accelerazione…
Con il DJI Avata 2 quella scelta era già più naturale e, se pilotato con un visore come il DJI Goggles N3, forse perfino istintiva. Il sensore di immagine da 1/1,3″, i video 4K HDR fino a 60 fps, il campo visivo ampio e la stabilizzazione efficiente permettevano e permettono di costruire immagini solide mentre si vola, senza pensarci troppo, ma comunque obbligandoci a una scelta. Quell’obbligo, con il nuovo drone DJI Avata 360, scompare. Se si vuole.

Le potenzialità creative di chi ama la ripresa a 360°, fino a ieri appannaggio esclusivo delle action cam, oggi si manifestano anche in volo. Il DJI Avata 360 è l’unico drone a essere dotato di due fotocamere grandangolari sovrapposte per un dinamismo di ripresa in volo (e in post-produzione) senza precedenti

Molti vantaggi. Nessun effetto collaterale

La scelta è un privilegio di chi pilota e riprende, e come tale rimane possibile e praticabile. Quando si pesca con una canna si desidera valutare il punto migliore, sincerarsi delle condizioni del fondale e verificare quanto sia abitato da pesci. Con la pesca a strascico non ce n’è bisogno. Ma, mentre la pesca può procurare un danno, e quella a strascico è bandita perché raccoglie in modo indiscriminato, quando si fanno riprese video possiamo registrare tutto ciò che gira intorno al nostro Avata 360, senza offesa per l’ambiente e, anzi, riducendo persino i tempi di ricognizione. Alla fine del viaggio avremo la nostra memoria piena di video, su cui procedere in post-produzione per la cernita che più ci convince.

DJI Avata 360 (DJI RC 2) -1
DJI Avata 360 (RC 2)
DJI Avata 360 Motion Combo (Goggles N3)
DJI Avata 360 Fly More Combo (DJI RC 2) -1
DJI Avata 360 Fly More Combo (RC 2)

Non più “inquadrare”, ma catturare

La vera differenza, insomma, non è la tecnica ma l’approccio. Il drone Avata 360 non chiede più al pilota di essere anche operatore di camera. Gli chiede solo di volare.
Grazie alla ripresa sferica – fino a 8K a 360° – lo scenario intorno al drone è registrato simultaneamente. Davanti, dietro, sopra, sotto. Non c’è più un fuori campo. Questo significa che l’inquadratura non è più un atto irreversibile. È una scelta che si può rimandare. Anzi, che si può moltiplicare. Un singolo volo può diventare più sequenze, più punti di vista, più storie.

Inquadrature in volo mai viste grazie al DJI Avata 360

Due modi di volare, un solo strumento

E tuttavia, come abbiamo già accennato, il drone DJI Avata 360 non obbliga a cambiare approccio. Se si vuole, è sempre possibile usarlo come un FPV classico: scegliete la direzione, componete l’immagine, portate a casa il risultato. Potete decidere di andare a caccia di immagini con lo spirito romantico de “Il cacciatore”, interpretato da Robert De Niro: un solo colpo in canna, una sola scelta, una sfida eroica tra voi e il soggetto che volete immortalare.
Ma se tempi o altre necessità di produzione, o semplicemente il vostro desiderio di volare più liberamente impongono di ottimizzare al massimo la raccolta di immagini, potete lasciare che sia il drone a registrare tutto e occuparvi della regia dopo. O magari delegarla a qualcuno, che è meno abile nel pilotare, ma più creativo nel montaggio. Il controllo non sparisce, si sposta dal joystick alla post-produzione.

Il DJI Avata 360 vola e inquadra anche con “un solo occhio”. La videocamera può infatti riprendere avvalendosi di entrambi gli obiettivi oppure, con una semplice rotazione, di uno solo. Dalla ripresa a 360° a quella tradizionale (e viceversa) è un attimo

L’Avata 2 resta, il contesto cambia

Il modello DJI Avata 2 rimane un sistema estremamente coerente per chi cerca precisione, immediatezza, controllo diretto. È il drone che costringe a essere presente, a decidere mentre accade tutto.
L’Avata 360 non lo vuole necessariamente sostituire: lo affianca, su un nuovo terreno di gioco. Introduce un approccio più aperto, meno vincolato, dove l’errore di inquadratura, uno dei limiti storici dei droni tradizionali e degli FPV, diventa irrilevante. In questo senso, è qualcosa di più di un’evoluzione: è uno spostamento di prospettiva. In un certo senso, è un po’ come avere una squadra di operatori video volanti, con in mano una videocamera da 8K!

Con il drone DJI Avata 360 ci si può concentrare sulla sola traiettoria, lasciando alla doppia videocamera il compito di inquadrare tutto ciò che le circonda

Il 360°: non un effetto, ma un linguaggio

DJI aveva già esplorato le riprese immersive in altri ambiti, ma portarle dentro il volo FPV (First Person View) ha un significato diverso. Perché qui il movimento è tridimensionale, continuo, spesso imprevedibile. E il 360° si inserisce proprio come strumento narrativo. Permette di ricostruire la scena, di cambiare punto di vista, di decidere dopo dove guardare, esattamente come farebbe uno spettatore che potesse muoversi dentro l’immagine, per esempio in un video game.
Non mancano, naturalmente, i passi in avanti su altri fronti tecnici, e le consolidate qualità dei nostri prodotti:

  • riprese 8K a 360° fino a 60 fps
  • sistema a doppia ottica per acquisizione sferica completa
  • possibilità di uso sia come drone 360° sia come FPV tradizionale
  • autonomia intorno ai 23 minuti
  • sensori di rilevamento ostacoli omnidirezionali
  • sistema di trasmissione video DJI O4+ con capacità anti-interferenza, per una trasmissione in alta definizione e ad alta frequenza dei fotogrammi a 1080p/60 fps fino a una portata di 20 km
  • Spotlight Free per filmati condivisibili all’istante

Il drone Avata 360 è già disponibile in preordinazione sul nostro store ufficiale, a partire da 720 euro. Come sempre, cerchiamo di renderci interessanti anche nel prezzo, e non solo nella tecnica. La rivoluzione copernicana dei droni è fatta: non siete voi a girare intorno al mondo, è il mondo a girare intorno a voi. Ci raccomandiamo, però: è solo una metafora “cinematografica”!

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